Dietro questo blog

9 giugno 2016

 

Mi sono divertito in questi ultimi tre anni a scrivere altri  blog usando in pratica gli stessi testi che trovate in parte qui.

Il risultato è che NON LI LEGGE NESSUNO: era scontato ma  a me piacciono lo stesso-

Qui indico solamente i blog nati e cresciuti su WordPress

L’ASSENZA

IL SOGNO PERFETTO

HIC ET NUNC

PICCOLI SEGRETI

GEOGRAFIE EMOTIVE

NEXUS ( ENZO E GIULIA)

GLI UOMINI CHE SI VOLTANO

Omologazione? Non ho ancora deciso, probabilmente tra qualche tempo sarà riempita come tutti gli altri blog: devo divertirmi almeno un po’ in rete, il materiale è molto.

Qualcuno, anzi molti di voi, pensano che nei miei blog si stiano facendo ” prove tecniche di assedio”. Non mi sento di confermare questa sensazione ma nemmeno di negarla del tutto. Aver chiuso i commenti equivale qui ad avere alzato un ponte levatoio, ma si può leggere in pace; certo non è più un blog in senso stretto, inutile nascondersi che l’interloquio rappresenta l’essenza propria di un blog, farne a meno trasforma qualunque pagina virtuale in altra cosa. Ma i nostri padri, quando nelle loro valli e pianure scorazzavano orde di selvaggi cercavano di salire il più in alto possibile, anche a rischio di divenire un po’ elitari.

Perdonatemi ma ho ben compreso che il mio compito non è più quello di esserci comunque  ma salvare me stesso e tutto ciò che merita una seconda opportunità dal marciume generalizzato che  vedo crescere attorno a me. Ho diverse esperienze di blog, persino troppe,  una volta, quando ero più giovane e ingenuo, mi divertivo perfino a scambiare commenti e, non ci crederete, venivo considerato intelligente divertente e alla mano. Questo fino a che mi occupavo di poesiole, haiku, spiritosaggini e altre amenità. Nel blog si va tutti d’accordo fino a che si passa il tempo a dichiararsi entusiasti delle cose che gli altri scrivono (tipo: Enzo che meraviglia sai che sei la nuova Emily Dickinson ma anche un po’ la nuova Sylvia Plath, oppure: carissimo il povero Bukowsky doveva venire a scuola da te) e via incensando al solo scopo di vedersi ricambiare commento e incenso. Appena esci dalla bolla finta e rosa apriti cielo, in tutti i sensi, così ho deciso che la musica doveva cambiare, che i temi che volevo affrontare e affrontavo dovevano essere esclusivamente i MIEI temi, che piacessero o no. Ho escluso i commenti poco tempo fa, ero semplicemente stufo di dover rendere conto e giustificarmi di quel che scrivo, di rispondere a invenzioni interpretative che a loro volta davano la stura ad altre velenose questioni. Basta!

Non intendo più rendere conto a nessuno di voi delle cose che penso, scrivo e amo: lascio un indirizzo mail per le questioni chiamiamole “amministrative”

Vincenzorivelli@libero.it

I commenti sono moderati ma credetemi questa è veramente una delle cose più ridicole della blogosfera: i commenti non sono quasi mai attinenti al tema del post e in genere servono a tutt’altra cosa.

ELISA

1 ottobre 2016

cropped-cropped-tumblr_mh61eakivz1qjm0dlo1_500.jpgElisa il nulla ci assedia
Intimorisce i contorni del ricordo
Contesta il silenzio che solo potrebbe
conservarci.
Ma volte l’assoluto ha un peso
scrissi.
E tu eri già lì
da sempre assieme all’inspiegabile
malinconia cui il vivere così
ci condanna.
Sull’orlo di un diverso destino
era il segno di uno sguardo
che adesso qui si assiepa assieme
alle parole indistinte.
Cercarti non giova.
Sorprendermi restituisce il giusto peso
alle stelle e ai pensieri ogni giorno più
distanti.

Un’altra Sicilia

26 settembre 2016

sm-bNon si può pubblicare questo post se non facendo un doveroso riferimento all’articolo della signora Cerrito che risale al 2012. Questo che leggete è il mio commento di allora ma se non si legge quello della signora si perde moltissimo…stagioni ormai lontane.

Signora, ignoravo l’abitudine del barone Cupani che somiglia per certi versi al tentativo di riempire lo spazio vuoto attorno a sè. Il Tomasi ne scrisse nel suo romanzo, descrisse questa netta e per certi versi incomprensibile astrazione dal mondo corrente di coloro che culturalmente appartenevano ad una dimensione esistenziale diversa. Nel ballo a palazzo Ganci l’umanità in trine e frack probabilmente credeva veramente che la loro stagione non potesse finire mai; l’USA air force nel maggio del 43 diede loro una secca e definitiva smentita.
Non si sopravvive a se stessi, non è possibile congelare i mille congegni che fanno di tanti particolari una società complessa.
Tuttavia per chi seppur brevemente ha conosciuto questo tipo di umanità e cultura è molto difficile non pensare che almeno di essa dovrebbe serbarsi il ricordo intellettuale. Il Lucio Piccolo di Calanovella è l’autore dei ” Canti Barocchi”, Giuseppe Mostro scrisse ” il gattopardo”; non resta solo il ricordo di stranezze e snobistiche scelte a metà strada fra il divertito , l’ironico e il sinceramente voluto, c’è una profonda e amara riflessione sull’esistenza culturale dell’uomo nel suo universo, una trasposizione letteraria assoluta e di gran livello.
Per certi versi potrei dire che certi gesti erano solo l’aspetto propedeutico ad una meno risibile considerazione della metafisica umana: la vicenda umana terribile di Raniero Alliata, dei suoi ultimi 20 anni asserragliato nel palazzo cadente assieme alla consorte norvegese (credo) preso dal vortice di convinzioni storiche astratte ma funzionali a un’idea precisa ( essere l’ultimo dei principi del Sacro Romano Impero… una clausura terminata con lui nel 1965) tutto questo non potrebbe avere senso se non in un contesto fuori dai canoni usuali. Raniero fu un entomologo di valore internazionale, visse e morì solo; dei canti barocchi pochissimi conoscono l’esistenza, il principe Salina è l’unico di cui si parli ancora ma credo per pochi anni ancora. C’è una severa lezione in queste esistenze a metà strada tra il vero e l’irreale, qui il ” sic transit gloria mundi” diventa il viatico per una lettura più attenta della poesia del vivere. Ma forse straparlo signora, i suoi ricordi si tendono verso i miei e, assieme, volano via. Non credo vi debba essere più di un leggero rammarico per una saga che è terminata da tempo anche se non c’è nulla di più spettacolare, più appassionante, più artisticamente stimolante di una generazione che si mostra nella sua agonia. Ti prego perdona la mia lunga intromissione…ma mi sono limitato