Dietro questo blog

 

Mi sono divertito in questi ultimi tre anni a scrivere altri  blog usando in pratica gli stessi testi che trovate in parte qui.

Il risultato è che NON LI LEGGE NESSUNO: era scontato ma  a me piacciono lo stesso-

Omologazione? Tra qualche tempo sarà riempita come tutti gli altri blog ma sarà visibile in rete, farò di tutto perchè sia così e l’ostacolo più grande sono io stesso.

Qualcuno, anzi molti di voi, pensano che nei miei blog si stiano facendo ” prove tecniche di assedio”. Non mi sento di confermare questa sensazione ma nemmeno di negarla del tutto. Aver moderato i commenti equivale qui ad avere alzato un ponte levatoio, ma si può leggere in pace; certo non è più un blog in senso stretto, inutile nascondersi che l’interloquio rappresenta l’essenza propria di un blog, limitarlo trasforma qualunque pagina virtuale in altra cosa. Ma i nostri padri, quando nelle loro valli e pianure scorazzavano orde di selvaggi cercavano di salire il più in alto possibile, anche a rischio di divenire un po’ elitari.

Perdonatemi ma ho ben compreso che il mio compito non è più quello di esserci comunque  ma salvare me stesso e tutto ciò che merita una seconda opportunità dal marciume generalizzato che  vedo crescere attorno a me. Ho diverse esperienze di blog, persino troppe,  una volta, quando ero più giovane e ingenuo, mi divertivo perfino a scambiare commenti e, non ci crederete, venivo considerato intelligente divertente e alla mano. Questo fino a che mi occupavo di poesiole, romanticismi sentimentali, spiritosaggini e altre amenità. Nel blog si va tutti d’accordo fino a che si passa il tempo a dichiararsi entusiasti delle cose che gli altri scrivono (tipo: Enzo che meraviglia sai che sei la nuova Emily Dickinson ma anche un po’ la nuova Sylvia Plath, oppure: carissimo il povero Bukowsky doveva venire a scuola da te) e via incensando al solo scopo di vedersi ricambiare commento e incenso. Appena esci dalla bolla finta e rosa apriti cielo, in tutti i sensi, così ho deciso che la musica doveva cambiare, che i temi che volevo affrontare e affrontavo dovevano essere esclusivamente i MIEI temi, che piacessero o no. Ho moderato i commenti poco tempo fa, ero semplicemente stufo di dover rendere conto e giustificarmi di quel che scrivo, di rispondere a invenzioni interpretative che a loro volta davano la stura ad altre velenose questioni. Basta!

Non intendo più rendere conto a nessuno di voi delle cose che penso, scrivo e amo: lascio un indirizzo mail per le questioni chiamiamole “amministrative”

Vincenzorivelli@libero.it

I commenti sono moderati ma credetemi questa è veramente una delle cose più ridicole della blogosfera: i commenti non sono quasi mai attinenti al tema del post e in genere servono a tutt’altra cosa.

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