Strettamente personale

IMG_0201Cosa ho fatto? Ho allontanato il virtuale e riavvicinato la libreria, lo stereo e la carta stampata. I post sono stati già tutti scritti, non prendetela come un atto di suprema arroganza ma a 64 anni vissuti intensamente e in luoghi e contesti diversi se si scrive si scrive di tutto. D’amore, di vita, di lotta, vittorie e sconfitte, futuro filtrato dal passato e non è detto che sia uguale al vostro.

Sto rileggendo la Recherche du temps perdu di Proust ( almeno ci provo), la Ladra di libri di Zusak, i Vicerè di De Roberto, il contesto di Sciascia e l’Isola senza ponte di Collura, ho riacceso lo stereo e ascolto Gaber, Fossati, De andrè, Mina, Mozart, Bach e Duke Elington (ma ce ne sono altri pronti a partire). Ogni tanto acquisto un quotidiano e me ne pento.

Mi guardo morire dandomi un contegno: penso alla bellezza della vita e dei sentimenti e il tempo scorre. Non sento il bisogno di scrivere, di incazzarmi, di disquisire come un forsennato con chi vive su un altro pianeta. Teniamoci stretti ognuno il nostro.
Riguardo quello che ho scritto negli ultimi ventanni, non è malaccio. Alcune cose sono così legate alla mia intimità che adesso mi meraviglio di averle palesate in pubblico: forse molti problemi sono nati da questo eccesso di confidenza, ma non ho mai saputo scrivere diversamente.

Domani scendo sotto Siracusa, piano piano, mi fermo dalle parti di Vendicari, scelgo un eucalipto frondoso mi appoggio al suo tronco e mi perdo sulla linea azzurrina del mare. Voi non potrete vedermi ma sorriderò. Buon Natale a tutti.

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8 pensieri su “Strettamente personale

      1. elenuccia

        Sembra quasi che tu sia alla fine..una fine imminente.. Invece hai ancora tanta strada davanti a te.. Magari meno di quella che hai già camminato ma mica son due giorni

  1. rossodipersia

    “Assaporava in quel momento la totale assenza di avventure. L’avventura è un modo per abbracciare il mondo, e lei non voleva più abbracciare il mondo. Non voleva più il mondo. Assaporava dunque la felicità di vivere senza avventure e senza desiderio di avventure. Ripensando alla sua metafora, vedeva una rosa che sfioriva con gran rapidità, come in una sequenza accelerata, finché ne rimase soltanto un gambo esile e nerastro che svaniva per sempre nell’universo bianco di quella notte: la rosa dissolta nel candore.”
    Se ne hai voglia scrivimi

    1. EnzoRasi Autore articolo

      È un periodo di sospensione, dura da tempo; per me non ci sono stati quasi mai tempi convulsi, non negli ultimi vent’anni. Vedo sfiorire molte cose ma la trama, l’essenza di ciò che furono non la perdo di vista, convive con il loro mutamento e, a volte, mi fa ancora più male. Sorpreso e grato di leggerti qua.

  2. solounoscoglio

    se passi da una libreria acquista e leggi “il tempo è un bastardo”. sono quasi certa che lo apprezzerai. ciao

I commenti sono chiusi.