LETTERE DALLA SERA CHE INCOMBE – 2

“Arriva tutto a chi sa aspettare” è un detto cretino: arriva tutto comunque, anche quello che non vuoi che arrivi. Così come passa tutto. O quasi.
L’anno nuovo (si chiama in questo modo) gironzola da un po’ tra le mie cose, non ha nessun aspetto particolare e mi guarda di sfuggita. Mi dà sui nervi ma sto zitto, anzi scrivo e scrivo a te che hai una vera amica accanto, una di quelle che non ti chiede nulla ma sa dare. Tra gli umani è un gesto raro, lo sappiamo tutti, ce lo raccontiamo ad ogni piè sospinto, credo che in fondo ci piace così. E’ l’egoismo e l’indifferenza ben vestita la nostra cifra comune come umani. I cani sono diversi.
Ma io non voglio cani nè altri animali intorno da accudire, non sono capace di accudire nessuno preferisco di gran lunga godere il respiro della natura attraverso gli animali liberi dal nostro desiderio di compagnia. Amo il canto degli uccellini, stamattina presto c’era un pettirosso che saltellava tra la ringhiera del balcone e un vaso di gerani, una pallina di piume e un suono piccolo e acuto. Mi sono incantato ad osservarlo per molti minuti, immobile perchè volevo che lo spettacolo durasse il più a lungo possibile. Incantato ecco cos’ero, fermo e incantato a osservare l’armonia allo stato puro. Poi d’improvviso è volato via, non so perchè, non ho ho avvertito nè visto nulla che potesse spaventarlo. Svanito in un secondo e tutto il palcoscenico è rimasto vuoto. E’ cominciata dopo la mia giornata senza che io potessi riprendere il filo buono dell’inizio.
Faccio così da troppo tempo: lotto per sopravvivere alla nausea di una esistenza e di un contorno che non è quello che ho dentro, che non voglio.Pare esista solo quello purtroppo, il resto, o almeno una piccola porzione, è scomparso dalle bancarelle della mia vita. Ricordarne l’aspetto è stata finora una consolazione,temo possa divenire un’accidia mentale col passare dei mesi. Arriva tutto a chi sa aspettare.

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4 pensieri su “LETTERE DALLA SERA CHE INCOMBE – 2

    1. EnzoRasi Autore articolo

      Io sono come quella foglia – guarda –
      sul nudo ramo, che un prodigio ancora
      tiene attaccata.

      Negami dunque. Non ne sia rattristata
      la bella età che a un’ansia ti colora,
      e per me a slanci infantili s’attarda.

      Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.
      Morire è nulla; perderti è difficile.
      Umberto Saba – La foglia

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