Il Promontorio (12) Palermo opera aperta

Ribloggo con piacere, ripropongo quindi non perchè non sappia raccontare la mia città ( l’ho fatto talvolta) ma perchè preferisco che chi legge se la racconti da solo. Immagini sapendo che sfiora soltanto la periferia sensitiva di Palermo…il resto è legato ad una visita diretta.
Di tutti i “come” sento mio soprattutto il damasco su un retro di tragedia millenaria. Ma in certe sere passeggiando nella parte alta di Viale della Libertà, sotto un cielo che vira verso il blu cobalto, sento solo il profumo della vita e la tragedia è lontana. E’ un’illusione.

Peripli // home

Palermo opera aperta
Un atto d’amore. Il mio nuovo pezzo, oggi, sulPosto:Il Promontorio (12) Palermo opera aperta

Come si può raccontare Palermo, come si può scrivere Palermo, come si può anche solo dire Palermo?
Come si può fare analisi o sintesi di Palermo, come si può tradurla in dialettica?
Come si può dimenticare Palermo o ricordarla? Come si può amarla o maltrattarla anziché comprenderla, vezzeggiarla o subirla?
Come si può saziarsi della sua anima profumata? Come si può non saziarsi della sua opulenza, del suo damasco su un retro di tragedia millenaria? […]

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