Senza senso

Per molti di voi sembra una cosa senza senso: molti blog, gli stessi testi solo organizzati in modo diverso. C’è una gran parte di ragione. Però tutto questo non vi crea alcun fastidio e il vero problema, in qualsiasi modo io abbia organizzato la mia scrittura, è ben altro. Attiene ormai da molto tempo alla mia fine sostanziale come blogger, alla mia palese incapacità di relazionarmi con questo esterno virtuale e alle conseguenze prevedibili di tale difetto. All’inizio leggevo circa una trentina di blog ogni giorno e ne commentavo almeno una ventina anche se non vi era nulla da commentare! Avevo intuito che l’unico modo per esserci ed essere letto qui è visitare in modo visibile e tracciabile gli altri blog: non ci sono alternative alla lettura dei vostri post con commento a seguire. Il “like” è soltanto un succedaneo di poco conto.
Commentare è indispensabile, presenziare una conditio sine qua non, se non ci riesci il tuo spazio torna ad essere un diario privato segreto non dissimile da quelli cartacei di vetusta memoria. Compreso questo assioma di fondo cercare blog degni di spingermi ad un commento meno formale diventò il mio impegno primario: in quest’ottica fino a tre anni fa ho girato il web in lungo e in largo , attirato come sempre dalle diversità culturali e concettuali rispetto alle mie. Ovviamente le diversità non sono quasi mai “facili”, “discorsive” o interlocutorie sic et simpliciter. Io nella mia ricerca ho trovato un certo numero di spazi interessanti e stimolanti e un numero enorme di altri assolutamente inguardabili e, si badi bene, al di là della correttezza sintattica e della bellezza letteraria dei testi.
Molti blog possiedono insito questa specie di cancro, alcuni insospettabili e la malattia viene fuori appena nel contatto comunicativo ti discosti dal trend dei commenti già presenti e dall’ideologia concettuale di base presente in essi. E’ stato così che per indole mia ho iniziato ad interrogarmi pubblicamente sulla sostanza comunicativa reale dei blog e su quella specie di galateo virtuale che li domina. Tali riflessioni sono risultate assolutamente indigeste alla maggior parte di voi: in alcuni casi sono state il motivo di querelle pesanti, inutili e distruttive per il sottoscritto. Alcuni di voi me lo hanno detto senza giri di parole: basta non ti sopportiamo più! Peccato per i testi di lamenti e autocommiserazione sul mondo dei blog… ti avrei letto con più piacere! Sei insopportabile e ripetitivo… etc etc. Comincio a pormi seriamente alcune domande.

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8 pensieri su “Senza senso

  1. tramedipensieri

    Non hai tutti i torti.
    Ammetto che inizialmente ha dato fastidio anche a me la tua ripetitività. Ma ho insistito perchè mi pareva impossibile per una persona come te, che scrive come scrive e cioè divinamente, si fosse impantanato in tale situazione.
    E con il tempo ho capito, almeno credo.

    Mi chiedo se, una persona che ama scrivere, ed ha il dono e la capacità di saperlo fare dovrebbe continuare…..dovrebbe andare avanti.

    Mettere da parte ciò che non piace e sentirsi libero di scrivere, di seguire o non seguire, di commentare se sente di farlo e così dicendo.

    E’ un peccato Enzo, un vero peccato che tu non scriva. Al di là dei commenti che non leggerai sotto i post; al di là anche di quelli fuori luogo…Scrivere per te non è la cosa più importante?

    Gira pagina, chiudi il libro. E scrivi per Te.

    E non seguire i blog che non ti interessano (compreso il mio).
    Tanto io ti seguo ugualmente 🙂

    un caro saluto
    .marta

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    1. EnzoRasi Autore articolo

      Marta non sono mai riuscito a risolvere decentemente i miei rapporti “sociali” in rete, a questo punto devo per forza pensare che una parte di colpa ce l’ho anch’io! Ma il desiderio, il bisogno quasi fisiologico della scrittura che mi porto dentro da bambino è incoercibile. Forse non è questo il mezzo più adeguato per me ( ma ce n’è uno?) Io non ne ho trovati altri.
      Mi sto chiudendo lo percepisco, leggo molto ma non interagisco più e questo ha un effetto micidiale in rete. Lo so bene. La chiusura del periodo va di pari passo con una certa rassegnazione, non mi piacciono nessuna delle due condizioni. Spero passi Marta, spero di tornare a scrivere ex novo, intanto c’è questo blog è altro, ho esposto lì il mio spirito, non ho cancellato e tu come altri potete guardarmi in un’ottica finalmente più quieta. Ti ringrazio tanto. Davvero.

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    1. EnzoRasi Autore articolo

      Vincenzo è da molto che non ci scriviamo. In questi anni ho provato varie volte a definire la sostanza di un blog, il suo senso, il suo essere dentro le dinamiche personali e virtuali. Non credo di esserci riuscito, semmai sono uscito sconfitto da questa ricerca; un mezzo d’espressione con grandi capacità di condivisione, purtroppo tarpate. Sulla vetrina che dirti, può esserlo ma il blogger deve avere un desiderio esibizionistico che io non possiedo. In ogni caso anche un mediocre blog è meglio di un ottimo social.

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  2. nerodavideazzurro

    Anche porsi domande consequenziali è un effetto non solo legittimo, ma può avere ottimi esiti. Non so per te, ma personalmente quando torneremo (plurale genericum) a sostituire il termine “figo” con “valido” magari qualcosa “ritorna a posto”. Un’impressione di un cybernauta. Buona serata.

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    1. EnzoRasi Autore articolo

      Ciao Nero, porsi domande fuori dal chiasso quotidiano può fare solo bene. Ho già sostituito alcuni termini e attendo che alcune cose almeno tornino al loro posto.

      Rispondi

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