La pace al tempo dei blog

tumblr_n81ysb19Dp1qbvp4wo1_1280Placarmi un tempo mi appagava di più: mi restituiva la misura mia, il giusto senso del ritmo della mia esistenza. Non eliminava i motivi della discordia nè le basi ideologiche profonde di essa, le portava soltanto su un piano diverso e le mondava da inutili e controproducenti eccessi. Era così un tempo e così era, ma forse sbaglio, il mondo degli uomini che mi circondava. Non c’era internet, l’anonimato era relegato a ridicoli fogli bianchi scritti a stampatello o con caratteri trasferiti da altre fonti; al di fuori di ciò c’era il guardarsi in faccia o il non parlare del tutto. Scrivere su un foglio non è la stessa cosa di battere i tasti neri di questo PC, non lo è affatto! Leggere un libro, lasciarvi dentro un segno o il cuore, riprenderne certe pagine e rileggerle, carezzare il dorso della copertina, infilarlo in una tasca e farsi accompagnare da lui durante la giornata non è come gestire un blog. Da molto tempo sto vivendo “ l’idiozia della rete” in certi contatti e in certi commenti, la sento fatua e sciocca mentre mi fruscia accanto aspettando di contagiarmi e uccidermi a modo suo. Non sarà così! Morirò altrove con le parole scritte addosso e su un foglio di carta stampata: il senso vero e il cuore con l’emozione che si porta dentro sono già nell’aria, queste stanze sono un albergo provvisorio. La casa vera è dentro il nostro riconoscersi.

SE

Se avessi il coraggio, vero, unico e disperato di lasciare un solo blog. Scarno senza nessun altro obiettivo che quello di liberare l’angoscia terribile che mi divora da anni. Se avessi la dignità totale di non tener conto delle differenze caratteriali, culturali e anagrafiche di ciascuno di voi e riuscissi finalmente ad essere soddisfatto di me. Se fossi diverso da come sono ora e uguale a come ero 10 anni fa prima di entrare in rete allora sì che riuscirei a lasciare un segno della mia anima: senza secondi fini, senza passato nè futuro, senza nient’altro che un sogno sospeso dentro l’aria. Che è di tutti e quindi di nessuno.
Lascia perdere il navigatore, non serve, serve solo lucidità…ma se vuoi lo apro veramente un blog così. Anzi lo riapro giacchè dorme silenzioso da 2 anni sotto una rosa bianca. Lì i testi ci sono tutti interi, lì io sono veramente e finalmente nudo. Come quando si nasce. O si muore. E’ stato il primo amore: avevo scelto con cura ogni suo aspetto, anche il titolo mi era sembrato perfetto, esprimeva in modo adeguato quel che ero. Questo era il mio blog ed io l’ho amato con tutto me stesso. Mi dava la possibilità di esprimermi e di confrontarmi, di liberarmi e volare via. Gli anni terribili della delusione e dell’inganno non sono stati capaci di ucciderla e questa è adesso il blog come sono riuscito a salvarlo.

Non domandatemi cosa cerco in rete, non chiedetemi cose sciocche come l’esausto refrain – vuoi la visibilità, l’audience?- Tutti quelli che stanno su un blog VOGLIONO ESSERE LETTI! Non siamo dei pazzi fuggiti dal manicomio e desiderosi di scrivere al vento. Chi afferma il contrario mente sapendo di mentire! Io sono qua perchè il blog è l’unico mezzo che ho trovato finora per liberare la mia scrittura e ciò mi rende felice; non sono disponibile a qualsiasi compromesso pur di essere letto ma ritengo che la libertà di proporsi ad un pubblico vasto sia impagabile.